IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Santa bicicletta: sempre lei protagonista. da bambini e da grandi, da amatori e da campioni. Non serve farle un monumento. Nel cuore c’è già - Candido Cannavò

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l'equilibrio devi muoverti - Albert Einstein

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Nessuna delle nostre piccole sofferenze quotidiane resiste a un buon colpo di pedale. Tristezza, attacchi di malinconia... Inforchiamo la bicicletta e fin dalle prime pedalate abbiamo l'impressione che un velo si squarci - Didier Tronchet

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

La bicicletta è la trascrizione della energia in equilibrio, l'esaltazione dello slancio, l'immagine visibile del vento. Tendenzialmente vola; rade ma non tocca la terra - Cesare Angelini

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La bicicletta somiglia, più che ad ogni altra macchina, all'aeroplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umiltà le impedisce di volare - Mauro Parrini

Diario di un ciclista urbano - Numero 2

20 Agosto 2011 | Pubblicato da Christian Muraglia

Diario di un ciclista urbano - Numero 2

Anche Brindisi ha la sua “Notte degli Oscar”. La festa dei santi patroni da sempre riesce a mobilitare quasi tutti i 90 mila residenti, con molti adepti provenienti anche dalla provincia. Un evento che in moltissimi aspettano ed a cui qualcuno sapientemente si sottrae.

 

Sarà la fede, saranno le giostre, sarà forse l’aria di festa o la voglia del nuovissimo cesella verdure progettato dalla N.A.S.A. in vendita alle bancarelle, sta di fatto che in quei tre giorni di inizio settembre il centro storico si trasforma in un enorme parcheggio non autorizzato che come una diga riesce ad accogliere e contenere il fiume impressionante di persone che disordinato vi si riversa.

 

Io ho una mia personalissima teoria sul perché di questo successo: li Fuechidisanghiatoru e la Cupeta!

 

Qualunque sia la verità, una cosa è certa, il quartiere antico della città in quei giorni è off – limits. Leggenda vuole che i brindisini nel primo pomeriggio si rechino in centro per parcheggiare l’automobile, così da dribblare resse, risse e code da sosta selvaggia. Perché dovete sapere, il brindisino, ci no parcheggia ntra llu bar, mica si lu pigghia lu cafei!

 

“Santi numi ma che pena mi fate […], spiedini di carne in fila sulle autostrade”. E’ questa l’immagine che si ha in quei giorni, quando, verso le 18:00, si prova ad arrivare in centro percorrendo Via Provinciale San Vito.

 

Io ovviamente sono in bici e me la godo mentre in un batter di ciglio arrivo in Piazza Cairoli. Le luminarie artistiche, a centinaia impilate una dietro l’altra, mi accolgono trionfalmente neanche fossi il vincitore del Tour. Per un gioco di prospettive puoi vederle tutte, dalla prima all’ultima, mentre sfavillano ed agghindano i corsi. Il colpo d’occhio è suggestivo.

 

Da lì, arrivare sul piccolo spiazzo che accoglie le colonne terminali della Via Appia e la casa di Virgilio è un gioco da ragazzi. Quei pochi metri quadrati posti alla fine di un’alta scalinata fanno di quel luogo il parterre d’eccezione per godere appieno della “Processione a mare” e degli attesissimi giochi pirotecnici. Avere un posto privilegiato lì vuol dire che sei sceso in centro per l’ora del the, oppure, che sei un ciclista urbano.

 

La cerimonia muove dal Castello Aragonese, un baluardo rosso fuoco posto sull’isola di Sant’Andrea all’ingesso del porto; da più di 500 anni difende la città dalle ormai improbabili invasioni nemiche. A bordo di un sandalo, come da tradizione, le statue di San Teodoro e San Lorenzo attraccano alla banchina centrale e ritornano, come ogni anno, tra le braccia dei brindisini. Un sacro corteo poi, tra laici lupini e profani Tagadà, accompagna i Santi sino alla Cattedrale.

 

BUM!... TA!... TARATA!... L’inizio dei giochi pirotecnici, seguiti dagli immancabili “Oooh” di sorpresa ed approvazione sancisce la fine della cerimonia religiosa e l’inizio della festa pagana. Per ancora mezz’ora i brindisini rimarranno con il naso all’insù, e tra un “Cce bellu quistuuu” ed un “Erunu megghui l’annu scorsu” si tufferanno poi nella fiumana del divertimento e del caos. Torneranno a casa alleggeriti nelle tasche e con pesci rossi e zucchero filato che di tradizionale hanno ben poco.

 

Il mio ritorno a casa è dolce. Con il caos circoscritto ai corsi ed al lungomare il resto del centro storico è facilmente accessibile a tutti, purchè ci si muova pedalando. Piazza Duomo, Piazza Santa Teresa, il Tempietto di San Giovanni al Sepolcro scorrono veloci mentre un’immagine martella nella testa: San Teodoro e San Lorenzo sembrano visibilmente malinconici. Forse in loro è ancora vivo il ricordo di quando la festa era legata alle tradizioni e non al profitto. Forse preferirebbero una celebrazione in vecchio stile… E perchè no, in sella ad una bicicletta.

 

 

 

Originariamente pubblicato sul numero 2 di ILoveBrindisi.

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