IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Santa bicicletta: sempre lei protagonista. da bambini e da grandi, da amatori e da campioni. Non serve farle un monumento. Nel cuore c’è già - Candido Cannavò

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La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l'equilibrio devi muoverti - Albert Einstein

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Nessuna delle nostre piccole sofferenze quotidiane resiste a un buon colpo di pedale. Tristezza, attacchi di malinconia... Inforchiamo la bicicletta e fin dalle prime pedalate abbiamo l'impressione che un velo si squarci - Didier Tronchet

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La bicicletta è la trascrizione della energia in equilibrio, l'esaltazione dello slancio, l'immagine visibile del vento. Tendenzialmente vola; rade ma non tocca la terra - Cesare Angelini

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La bicicletta somiglia, più che ad ogni altra macchina, all'aeroplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umiltà le impedisce di volare - Mauro Parrini

Diario di un ciclista urbano - Numero 3

8 Settembre 2011 | Pubblicato da Christian Muraglia

Diario di un ciclista urbano - Numero 3

Settembre è il mese della raccolta dell’uva. Il richiamo delle tante cantine disseminate sul territorio è irrinunciabile e noi, cicloturisti DOP, non ci facciamo di certo pregare. Alla prima occasione ci buttiamo a spron battuto in un circuito divino, visitando le cantine che aderiscono alla giornata “Benvenuta Vendemmia” promossa dal “Movimento Turismo del Vino”.

 

Il “Bosco di Cerano” è tappa obbligata. Il classico fiore cresciuto sull’asfalto. Un asfalto nero come il carbone. Nero come l’anima di chi ha permesso che il profitto industriale (badate bene, il profitto e non il progresso) facesse tabula rasa di macchia mediterranea e leccete. Certo, il colpo d’occhio con la centrale elettrica sullo sfondo non è dei migliori, ma vale comunque la pena passarci.

 

A pochi chilometri, la prima tappa, San Pietro Vernotico. Ci approcciamo alle prelibatezze della “Cantina Sociale Sampietrana” quasi con aria di superiorità. Sappiamo di essere all’inizio del nostro tour enologico e siamo coscienti che non possiamo esagerare per non compromettere il resto della giornata. Un paio di bicchierini sapientemente accompagnati dagli immancabili tarallini e ripartiamo alla volta di Cellino San Marco.

 

Arrivati alle “Cantine Due Palme” i nostri buoni propositi lasciano vergognosamente il posto agli istinti etilici più biechi. La musica dei “Malvasia” ed i ritmi forsennati dei “Pizzicati” non ci aiutano a rimanere freddi e distaccati. Le calde focaccine offerte dai produttori locali sono solo la scusa per alzare il gomito. Non ci sono carboidrati che tengano, più di qualcuno capitola e rimane al palo.

 

Ripartiamo in direzione della “Cantina San Donaci” consci di aver perso un quarto delle truppe. Giunti a destinazione la parola d’ordine è limitare i danni. Ma ancora una volta crolliamo di fronte ai profumi ed al colpo d’occhio offertoci dai viticoltori. Ormai giochiamo a carte scoperte, solo i più temprati arriveranno in sella alla meta. Per gli altri l’onta del ritorno in automobile.

 

Al “Risveglio Agricolo” di Brindisi ci presentiamo decimati. La vasodilatazione ha reso ogni dosso un “Gran Premio della Montagna”. I riflessi sono ai minimi storici. La conoscenza enciclopedica delle stradine interne ci rende comunque immuni ai pericoli delle autostrade ed agli svarioni. Siamo stremati ma non vinti e soprattutto consapevoli di poterci concedere ancora qualche lusso gastronomico… Casa ormai è vicina.

 

Ripartiamo così alla volta di Brindisi, ma non prima di aver montano le rotelle. 

 

 

 

Originariamente pubblicato sul numero 3 di ILoveBrindisi.

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