IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Santa bicicletta: sempre lei protagonista. da bambini e da grandi, da amatori e da campioni. Non serve farle un monumento. Nel cuore c’è già - Candido Cannavò

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l'equilibrio devi muoverti - Albert Einstein

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Nessuna delle nostre piccole sofferenze quotidiane resiste a un buon colpo di pedale. Tristezza, attacchi di malinconia... Inforchiamo la bicicletta e fin dalle prime pedalate abbiamo l'impressione che un velo si squarci - Didier Tronchet

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

La bicicletta è la trascrizione della energia in equilibrio, l'esaltazione dello slancio, l'immagine visibile del vento. Tendenzialmente vola; rade ma non tocca la terra - Cesare Angelini

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La bicicletta somiglia, più che ad ogni altra macchina, all'aeroplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umiltà le impedisce di volare - Mauro Parrini

Diario di un ciclista urbano - Numero 7

8 Novembre 2011 | Pubblicato da Christian Muraglia

Diario di un ciclista urbano - Numero 7

La bici con cui ho imparato ad andare senza rotelle è stata una piccola Graziella smessa da mia cugina. Con alterni successi, sia chiaro. Ricordo ancora l’avambraccio sinistro scartavetrato dopo una caduta sul “Liscio” (che di liscio non aveva un bel niente).

 

Gli anni ’80 portarono la moda delle BMX. Mi resi subito conto che c’era poco feeling tra me e quel mezzo tanto ardito. Non ce la facevo ad andar senza mani, non sapevo impennare ed ogni derapata si concludeva con una rovinosa caduta. Il gesto più “criminale” in cui riuscivo era incastrare una mezza bottiglia di plastica tra il forcellino posteriore ed il copertone così da produrre un rumoraccio tipo moto enduro.

 

Con gli anni ’90 arrivò la rivoluzione delle MTB. La mia era bellissima, ma fu usata poco. L’adolescenza, con le sue pulsioni ed i suoi ormoni, premeva. La bicicletta non era così figa da essere un mezzo di trasporto o un passatempo… Ed io avevo troppo poco carattere per andare controcorrente.

 

Comunque, tutte le mie bici erano prodotte in Italia ed acquistate da rivenditori locali. Oggi averne una “made in Italy” vuol dire pagarla un occhio della testa, comprarla a Brindisi, pura utopia.

 

Se ciò è vero per questo mezzo che non ha fatto ancora breccia nell’immaginario collettivo e nei costumi dei brindisini, non è invece così per i prodotti della terra, che ostinatamente sfidano globalizzazione e delocalizzazione. Carciofi, pumbitori e muluni sarginischi vanno acquistati alla chiazza e non negli ipermercati, colpevoli di portare fuori città i flussi economici, rendendo tutti più poveri.

 

Le parole d’ordine oggi sono approccio critico, equo e solidale al consumo, precedenza ai prodotti locali ed al biologico vero. Facile da dire ma di difficile attuazione pratica direbbe qualcuno. Ed invece anche da noi, grazie all’impegno di Giovanna, Nicola e Renè, esiste un Gruppo di Acquisto Solidale. A pochi km dal centro cittadino, nelle campagne tra Brindisi e Mesagne, c’è chi ha scelto di lavorare la terra nel rispetto dell’ambiente e dell’individuo.

Se ci andate, magari in bicicletta, sul primo tratto del percorso ciclabile della Civiltà Rupestre vi capiterà di incrociare qualche antica masseria testimone di un passato in cui era l’agricoltura a misura d’uomo a farla da padrone.

 

Questa non è pubblicità, sia ben chiaro, è istinto di sopravvivenza. Non lamentiamoci se fra qualche anno nel piatto, invece dell’insalata, troveremo pepite di carbone e panneli fotovoltaici.

 

 

 

Originariamente pubblicato sul numero 7 di ILoveBrindisi.

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