IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Santa bicicletta: sempre lei protagonista. da bambini e da grandi, da amatori e da campioni. Non serve farle un monumento. Nel cuore c’è già - Candido Cannavò

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La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l'equilibrio devi muoverti - Albert Einstein

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Nessuna delle nostre piccole sofferenze quotidiane resiste a un buon colpo di pedale. Tristezza, attacchi di malinconia... Inforchiamo la bicicletta e fin dalle prime pedalate abbiamo l'impressione che un velo si squarci - Didier Tronchet

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

La bicicletta è la trascrizione della energia in equilibrio, l'esaltazione dello slancio, l'immagine visibile del vento. Tendenzialmente vola; rade ma non tocca la terra - Cesare Angelini

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La bicicletta somiglia, più che ad ogni altra macchina, all'aeroplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umiltà le impedisce di volare - Mauro Parrini

Diario di un ciclista urbano - Numero 8

21 Novembre 2011 | Pubblicato da Christian Muraglia

Diario di un ciclista urbano - Numero 8

Andare in bici ti trasforma. Ti cambia nel corpo. Non ci sono leg – press o programmi g.a.g. che tengano, le cosce diventano acciaio,  i glutei granito.

Ti muta nell’anima. L’automobile, per quanto comoda e confortevole, si fa gabbia. Non vuoi più arrenderti all’isolamento dell’abitacolo, ai lunghi tempi morti del traffico, alla schiavitù del parcheggio miraggio, a pagamento o abusivo che sia.

La bicicletta rovescia le tue prospettive. Non puoi più piegarti alla rata mensile della concessionaria, all’obolo quotidiano del benzinaio, all’assurda tassa dell’assicuratore ed agli ingiusti ed innumerevoli tributi statali.

 

Ma non è questione di soldi. Non solo. E neanche un fatto di pigrizia. C’è dell’altro. Ormai è questione etica. Non possiamo più nasconderci il fatto che l’auto, spinta dall’ormai preistorico motore a scoppio, oltre ad essere la manifestazione materiale del nostro ego, rappresenti anche un serio attentato alla salute di tutti. E se è ormai acclarato che la combustione di carburanti fossili come benzina, gasolio e metano ha ricadute ambientali e sanitarie nefaste per la collettività, forse non sono noti a tutti i danni per il singolo individuo derivanti da immobilità da sedile avvolgente.

 

La casistica è ampia e la statistica allarmante. Si va dalla frattura di polso per sclacsonate furenti, a tendinopatie degli arti inferiori causate dall’incessante gioco di pedali al fine di passare ripetutamente dalla prima marcia alla seconda e viceversa (la terza in città ve la potete dimenticare). Ancora: artrosi al secondo e terzo dito dell’arto superiore dovute all’uso protratto dei finestrini elettrici nel tentativo d’ingannare l’attesa del verde semaforico; paralisi spastiche provocate dalla visione dell’ennesimo ciclista urbano che vola veloce ed allegro verso la propria meta mentre voi siete imbottigliati nel tentativo di trovare un parcheggio; ipotrofia muscolare, retrazioni tendinee e blocchi articolari sono poi all’ordine del giorno. E non voglio neanche entrare nel vasto settore delle nevrosi e dei disturbi mentali da ingorgo del traffico.

 

Ed allora, se non vi sentite schiavi di uno status symbol, se non vi siete fatti abbindolare dalla pubblicità sull’essere o non essere uno “yes – man“, se avete capito che per gli spostamenti urbani racchiusi in un raggio di 10 km non è intelligente spendere decine di migliaia di euro l’anno, allora sbarazzatevi della macchina.

 

E scegliete la vita… Scegliete la bicicletta.

 

 

 

Originariamente pubblicato sul numero 8 di ILoveBrindisi.

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