IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Santa bicicletta: sempre lei protagonista. da bambini e da grandi, da amatori e da campioni. Non serve farle un monumento. Nel cuore c’è già - Candido Cannavò

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La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l'equilibrio devi muoverti - Albert Einstein

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Nessuna delle nostre piccole sofferenze quotidiane resiste a un buon colpo di pedale. Tristezza, attacchi di malinconia... Inforchiamo la bicicletta e fin dalle prime pedalate abbiamo l'impressione che un velo si squarci - Didier Tronchet

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

La bicicletta è la trascrizione della energia in equilibrio, l'esaltazione dello slancio, l'immagine visibile del vento. Tendenzialmente vola; rade ma non tocca la terra - Cesare Angelini

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La bicicletta somiglia, più che ad ogni altra macchina, all'aeroplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umiltà le impedisce di volare - Mauro Parrini

Diario di un ciclista urbano - Numero 13

13 Febbraio 2012 | Pubblicato da Christian Muraglia

Diario di un ciclista urbano - Numero 13

Se gli automobilisti di tutta Italia devono prostrarsi inermi ai continui aumenti del costo dei carburanti, posso tranquillamente affermare senza paura di smentita che i brindisini se la vedono peggio. Infatti qui abbiamo un servizio a cui le accise sulla benzina fanno un baffo: il costo del parcheggio estivo di Punta Penna Grossa!

 

E’ un onere questo, che oltre ad intaccare il portafoglio, tocca la ragionevolezza ed i sentimenti degli innamorati dell’estate, amanti del mare, del sole e della “Spiaggia dell’Aeronautica”.

 

Per noi ciclisti urbani la lamentela sterile non esiste, siamo tipi risoluti, passiamo subito all’azione: al mare non rinunciamo… In spiaggia, quest’estate, ci arriveremo pedalando. Nessun consorzio avrà i nostri soldi.

 

Il Casale sfuma nella Sciaia ed i ruderi dell’ex Estoril mi avvisano che la litoranea comincia: l’ex Pic – Nic, la Diga galeotta, la Marina abbandonata, la storica Conca dove ho imparato a nuotare, Malcarne. Perché nessuno riesce a sfruttare a dovere questi luoghi? Proseguo. La Polizia, i Carabinieri. Ad ognuno il suo pezzo di mare. Le spiagge “civili” sono piccole lingue di terra. Poi trovo Booba Beach ed a seguire chilometri di scogliere e spiagge libere sino a Punta Penne. Ed ancora le tradizionali Granchio Rosso e Lido Risorgimento. E poi l’ex Lido Poste, spiaggia di studenti. Assurde tendopoli e gli immancabili parcheggiatori abusivi fanno bella mostra di sé. Più avanti c’è l’ex Lido Pompieri. Qui trovi spesso i ragazzi del Brindisi Surf Club. Quelli del Drop Surf Shop per intenderci. Gente che si dà da fare! Accellero. Non mi va di respirare l’amianto di contrada Sbitri. Ma una pagina di malamministrazione tira l’altra: Acque Chiare. Ancora non ho capito dove finisce la buona fede dei costruttori  e dove comincia l’ingenuità dei proprietari. Non posso fermarmi, neanche a pensare, il mare mi aspetta. Costeggerò altre spiagge, pubbliche e private, che non conosco o non ricordo. Mi lascio alle spalle Apani ed i kite surf. Il tratto interno della Riserva di Torre Guaceto è il più bello da percorrere. Qui un ragazzo ha perso la vita qualche estate fa. Per il crollo della falesia. Son 10 anni che crolla sta falesia.

 

Ho percorso solo 18 chilometri in meno di un’ora. Alla fine di questa ciclopasseggiata il dubbio sorge spontaneo: abbiamo il pane, abbiamo i denti… Perché sto boccone risulta sempre indigesto?

 

Comunque, una volta arrivato a Punta Penna Grossa, ti vien facile esclamare: “Izza cce mmariii”.

 

 

 

Originariamente pubblicato sul numero 13 di ILoveBrindisi.

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