IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Santa bicicletta: sempre lei protagonista. da bambini e da grandi, da amatori e da campioni. Non serve farle un monumento. Nel cuore c’è già - Candido Cannavò

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l'equilibrio devi muoverti - Albert Einstein

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Nessuna delle nostre piccole sofferenze quotidiane resiste a un buon colpo di pedale. Tristezza, attacchi di malinconia... Inforchiamo la bicicletta e fin dalle prime pedalate abbiamo l'impressione che un velo si squarci - Didier Tronchet

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

La bicicletta è la trascrizione della energia in equilibrio, l'esaltazione dello slancio, l'immagine visibile del vento. Tendenzialmente vola; rade ma non tocca la terra - Cesare Angelini

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La bicicletta somiglia, più che ad ogni altra macchina, all'aeroplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umiltà le impedisce di volare - Mauro Parrini

Diario di un ciclista urbano - Numero 16

28 Marzo 2012 | Pubblicato da Christian Muraglia

Diario di un ciclista urbano - Numero 16

Stop! Alt! Limite invalicabile! Accesso vietato! Strada privata! Zona militare! Vigilanza armata! Divieto di transito, di sosta, di svolta a destra, a sinistra…

 

Come ogni zona urbanizzata che si rispetti, anche Brindisi è un pullulare di cartellonistica stradale. Spesso incoerenti tra loro e slegati dalle norme che li pongono in essere, vietano condotte fuori dagli schemi e suggeriscono comportamenti più o meno prudenti.

 

Per chi non lo sapesse, il moderno codice della strada vedeva la luce agli inizi del ‘900. In quegli anni il motore a scoppio e la frizione consentivano alle automobili, sino ad allora obsoleti carri armati, di prendere possesso delle nostre strade, dei nostri conti in banca, delle nostre vite.

 

Per chi lo ignorasse, il velocipede, all’epoca, aveva quasi 100 anni!

 

Ed io, ciclista urbano, con un secolo di anzianità sulle spalle rispetto alla prepotente industria dell’auto, dovrei piegarmi ai dettami di un regolamento che mi definisce utente debole? Di sobbra?!

 

Nonostante l’arroganza degli Schumacher urbani e la cecità di norme scritte per tutelare gli automobilisti, il mezzo a trazione muscolare, in barba a tutto e tutti, continua a sferragliare per le vie dei centri cittadini. E continua a regalare punti di vista nuovi, scorci sconosciuti ed angoli ignorati o dimenticati delle città.

 

Un esempio?

 

Nel 2010, durante la Settimana della Bicicletta, in occasione della manifestazione BimBimBici organizzata dai CicloAmici di Brindisi, di fronte a 300 pedalatori piccoli e grandi, si aprirono i cancelli del Porto Militare. Spazi negati ai brindisini per chissà quale preistorica strategia bellica.

 

Un tracciato, questo, che adagiato sul porto, per oltre un chilometro, corre parallelamente a Via Prov.le San Vito. Lontano dai tubi di scappamento, collega il Seno di Ponente, subito oltre quello che è rimasto delle Sciabbiche, in Via Paolo Thaon de Revel, con il suo naturale proseguimento, la salita dell’odierna Lega Navale, in Via Amerigo Vespucci.

 

Dal punto esatto in cui questa servitù militare si fonde di nuovo con il territorio pubblico, è possibile scorgere un’altra servitù, industriale questa volta. Il bacino artificiale del Cillarese, ora Oasi Protetta, il cui canale omonimo sfocia proprio nel Seno di Ponente. Sono almeno 10 i km di piste ciclabili o pedonabili occultati ai nostri occhi.

 

L'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell'avere nuovi occhi... Magari in sella ad un bicicletta…

 

 

 

Originariamente pubblicato sul numero 16 di ILoveBrindisi.

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Federazione Italiana Amici Bicicletta