IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Santa bicicletta: sempre lei protagonista. da bambini e da grandi, da amatori e da campioni. Non serve farle un monumento. Nel cuore c’è già - Candido Cannavò

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La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l'equilibrio devi muoverti - Albert Einstein

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Nessuna delle nostre piccole sofferenze quotidiane resiste a un buon colpo di pedale. Tristezza, attacchi di malinconia... Inforchiamo la bicicletta e fin dalle prime pedalate abbiamo l'impressione che un velo si squarci - Didier Tronchet

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

La bicicletta è la trascrizione della energia in equilibrio, l'esaltazione dello slancio, l'immagine visibile del vento. Tendenzialmente vola; rade ma non tocca la terra - Cesare Angelini

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La bicicletta somiglia, più che ad ogni altra macchina, all'aeroplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umiltà le impedisce di volare - Mauro Parrini

Diario di un ciclista urbano - Numero 17

13 Aprile 2012 | Pubblicato da Christian Muraglia

Diario di un ciclista urbano - Numero 17

“Rimani sul piazzale, non uscire fuori che ci sono le macchine”. Era questo l’ammonimento che io ed i miei amici ci sentivamo ripetere da genitori, zii e nonni quando poco più che settenni inforcavamo le nostre biciclette. Bmx, bici – cross e grazielle pronte a varcare i confini del mondo.

 

Il Liscio era abbastanza grande per sognare e farci vivere avventure in stile Goonies. Ben presto però i nuovi orizzonti del vicinato cominciarono a premere sulla nostra fantasia. Non poteva una striscia d’asfalto separarci dalla scoperta. Occhi aperti e bici portate a mano ci rendevano trasgressori discreti. In fin dei conti a Brindisi City, alla Giulio Cesare o alla Collodi non ci eravamo mica arrivati pedalando. C’era poco da contestare. Una volta sul posto poi, davamo libero sfogo ai nostri bolidi a trazione muscolare.

 

Che incredibile sensazione fu poi partecipare alle prime Brindisi in Bicicletta. Per l’emozione mi veniva sempre da vomitare. Al primo colpo di pedale però tutto passava. L’intera città si piegava alle regole di migliaia di bambini irrequieti, festanti ed incoscienti. Non ho però un ricordo nitido del povero adulto che aveva il compito d’accompagnarci e frenare la nostra folle e naturale corsa verso il rischio. E’ risaputo, bimbi e pericolo sono amici stretti.

 

L’avrei capito diversi anni più tardi, quando ormai ciclista urbano navigato, avrei dato il mio contributo da cicloaccompagnatore di bambocci durante La Settimana della Bicicletta, BimBimBici o anche la stessa Brindisi in Bicicletta. Avrei afferrato subito però che l’azzardo non si nasconde dietro i pochi anni di un marmocchio desideroso di scoprire il mondo e divertirsi, né tantomeno ha le forme di automobili indiavolate o strade asfaltate maledette.

 

La minaccia ha fattezze note e meno mostruose di quanto si possa immaginare. Ha le sembianze di uomini e donne comuni che credono che le città siano dominio esclusivo dell’automobile. Gli stessi uomini e donne che quelle città le progettano. Sono gli stessi che pensano che il tempo delle bici sia limitato alle manifestazioni ciclistiche e che l’unico spazio di pertinenza siano le piste ciclabili.

 

Non è così!

 

Brindisi è naturalmente disegnata a misura d’uomo… E di bicicletta. Riconquistiamola!

 

A tutti i ciclisti urbani, maturi e potenziali, sento di ribadire il suggerimento che mi ripeteva l’istruttore di scuola guida. La precedenza, mi diceva, te la devi prendere, non devi aspettare che te la diano! Ed allora prendiamocele ste strade! 

 

 

 

Originariamente pubblicato sul numero 17 di ILoveBrindisi.

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