IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Santa bicicletta: sempre lei protagonista. da bambini e da grandi, da amatori e da campioni. Non serve farle un monumento. Nel cuore c’è già - Candido Cannavò

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La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l'equilibrio devi muoverti - Albert Einstein

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Nessuna delle nostre piccole sofferenze quotidiane resiste a un buon colpo di pedale. Tristezza, attacchi di malinconia... Inforchiamo la bicicletta e fin dalle prime pedalate abbiamo l'impressione che un velo si squarci - Didier Tronchet

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

La bicicletta è la trascrizione della energia in equilibrio, l'esaltazione dello slancio, l'immagine visibile del vento. Tendenzialmente vola; rade ma non tocca la terra - Cesare Angelini

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La bicicletta somiglia, più che ad ogni altra macchina, all'aeroplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umiltà le impedisce di volare - Mauro Parrini

Diario di un ciclista urbano - Numero 18

27 Aprile 2012 | Pubblicato da Christian Muraglia

Diario di un ciclista urbano - Numero 18

Non esistono bici brutte. Che abbiano le forme eleganti disegnate dalla rigidità dell’acciaio o i volumi importanti imposti dalla plasticità dell’alluminio, sono sempre simbolo di equilibrio, leggerezza e libertà. Da più di un secolo sempre uguale a se stessa, continua ad affascinare e conquistare. Si evolve ma non si snatura.

 

Cambiano invece i pedalatori. La giungla ciclistica annovera specie tra le più disparate ed insolite, che di pari passo con la specializzazione del proprio mezzo a pedali, erigono a loro regno la città o la boscaglia, gli effimeri e poetici sentieri sterrati o gli epici ed interminabili tragitti asfaltati.

 

Nelle metropoli si aggirano i ciclisti urbani. Prediligono i ferri vecchi smessi dai nonni, sapientemente non spolverati o le nuove e glamour bici retrò. Borse ed accessori in pelle agghindano i loro mezzi. Li vedrete aggirarsi tra zone a traffico limitato e bar affollati. Amano i controsensi e le rastrelliere.

 

Una sottospecie è il frikkettone ecocompatibile. La bicicletta che monta è un mezzo recuperato e rimesso a nuovo… Ma non troppo. Vivono in branchi dal nome curioso: Critical Mass. Anche loro utilizzano borse, ma rigorosamente in canapa.

 

Una recente evoluzione è il possessore di bici a ruota fissa. Figo sino all’inverosimile. Non va lontano perché il movimento fisso gli fa il mazzo, ma in compenso non passa inosservato. Immancabili sono le escoriazioni e gli ematomi dovuti alle martellate del bike polo ed alle cadute in alleycat race. Prossimo all’estinzione.

 

L’asfalto extraurbano è il territorio delle bici da strada. Novelli batman li vedrete sfrecciare a 40 km/orari. Leggeri ed essenziali in tutto vivono la solitudine della performance. Schiavi di tempi e medie si sentono atterriti se percorronno meno di 100 km ad uscita.

 

Da un incrocio tra il ciclofrikkettone ed il ciclista stradale nasce il cicloturista. Segno distintivo è il corredo di borse varie con cui è equipaggiata la sua bici ibrida. Popola fiere, sagre e mostre di ogni genere. La cicloescursione è una scusa per rimpinzarsi ed alzare il gomito. La digestione complessa ed i fumi dell’alcool fanno del ritorno alla tana un calvario.

 

Boschi e zone selvagge sono invece il regno delle MTB. Molto più vicini a Chuck Norris che all’uomo, odiano l’asfalto e disprezzano lo sterrato. Vivono letterarmente nel fango, tra discese ardite… E risalite. Tornare a casa solo leggermente imbrattati è per loro fonte di notevole stress.

 

Morale della favola: la bici è bella perché è varia.

 

 

 

Originariamente pubblicato sul numero 18 di ILoveBrindisi.

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Federazione Italiana Amici Bicicletta