IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Santa bicicletta: sempre lei protagonista. da bambini e da grandi, da amatori e da campioni. Non serve farle un monumento. Nel cuore c’è già - Candido Cannavò

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l'equilibrio devi muoverti - Albert Einstein

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Nessuna delle nostre piccole sofferenze quotidiane resiste a un buon colpo di pedale. Tristezza, attacchi di malinconia... Inforchiamo la bicicletta e fin dalle prime pedalate abbiamo l'impressione che un velo si squarci - Didier Tronchet

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

La bicicletta è la trascrizione della energia in equilibrio, l'esaltazione dello slancio, l'immagine visibile del vento. Tendenzialmente vola; rade ma non tocca la terra - Cesare Angelini

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La bicicletta somiglia, più che ad ogni altra macchina, all'aeroplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umiltà le impedisce di volare - Mauro Parrini

Diario di un ciclista urbano - Numero 19

11 Maggio 2012 | Pubblicato da Christian Muraglia

Diario di un ciclista urbano - Numero 19

DRIIIIIIIINNN, DRIIIIIIIINNN, DRIIIIIIIINNN… Un colpo ben assestato e la sveglia è sistemata.

 

Accendo la radio. I notiziari mi faranno compagnia durante la colazione.

 

Da 10 anni a questa parte le notizie son sempre le stesse: crisi economica, crisi energetica, crisi industriale, crisi produttiva, crisi del commercio… Politicanti, sindacalisti compiacenti, banchieri ed industriali cercano di porre un freno all’emorragia. Ma la verità è che, da quando, nella primavera del 2022, il sistema è crollato, gli unici che sono andati in perdita sono proprio loro: il deficit di voti, di flussi economici e di acquisti ha messo al tappeto tutti gli  avvoltoi dell’economia irreale.

 

La gente comune, al contrario, sta bene. A Brindisi poi, stiamo benissimo.

 

Esco. Inforco la bici e sono in strada. Non c’è ombra di automobili. Con i carburanti a 5,00 € al litro vorrei ben vedere. Il cielo non è mai stato così limpido. In giro vedo solo nonni che accompagnano bimbi a scuola. Il puzzo ed il rumore del motore a scoppio è sempre più raro.

 

Per scarsezza di economie le vie della città sono state abbandonate al loro destino. Ora sono un trionfo di verde selvaggio. I pochi soldi raccolti dalle liste civiche che amministrano le casse cittadine vengono destinati alla sanità, allo stato sociale ed alla raccolta differenziata, oggi ricchezza e prima voce positiva del bilancio comunale.

 

Il centro storico è un fiorire di piccole botteghe alimentari ed artigiane. Ognuno acquista solo l’indispensabile. E son tutti prodotti a chilometro zero. I costi del trasporto su gomma non sono più sostenibili. Si recupera e si aggiusta di tutto.

 

I centri commerciali sono scomparsi. Ora vengono utilizzati dai piccoli agricoltori come punti di raccolta e smistamento dei prodotti della terra.

 

Quella che era la zona industriale non ha più ragion d’essere. La chimica ha chiuso e le aziende energetiche son fuggite. Il fotovoltaico e l’eolico permettono ad ogni famiglia di produrre tanta energia quanta ne necessita.

 

I capannoni abbandonati sono diventati centri culturali e laboratori artistici aperti a tutti.

 

Abbiamo poco, ma abbiamo tutto.

 

Mentre in tutta lentezza rientro a casa pedalando, un rumore metallico richiama la mia attenzione.

 

DRIIIIIIIINNN, DRIIIIIIIINNN, DRIIIIIIIINNN… Ho sognato di sognare.

 

Una realtà crogiolo di produzione culturale nasce lì dove si abbandona il preistorico modello di svilluppo imperniato sulla crescita ad ogni costo. Bisogna individuare la causa e non curare il sintomo.

 

 

 

Originariamente pubblicato sul numero 19 di ILoveBrindisi.

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