IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Santa bicicletta: sempre lei protagonista. da bambini e da grandi, da amatori e da campioni. Non serve farle un monumento. Nel cuore c’è già - Candido Cannavò

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La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l'equilibrio devi muoverti - Albert Einstein

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Nessuna delle nostre piccole sofferenze quotidiane resiste a un buon colpo di pedale. Tristezza, attacchi di malinconia... Inforchiamo la bicicletta e fin dalle prime pedalate abbiamo l'impressione che un velo si squarci - Didier Tronchet

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La bicicletta è la trascrizione della energia in equilibrio, l'esaltazione dello slancio, l'immagine visibile del vento. Tendenzialmente vola; rade ma non tocca la terra - Cesare Angelini

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La bicicletta somiglia, più che ad ogni altra macchina, all'aeroplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umiltà le impedisce di volare - Mauro Parrini

Come fa l'Olanda ad avere tante biciclette?

29 Febbraio 2012 | Pubblicato da Redazione INTOTHEBIKE

Come fa l

L’Olanda è il paese con il più alto numero di ciclisti al mondo, ma è anche il posto più sicuro del mondo per andare in bici. Questo è in gran parte dovuto alle perfette infrastrutture ciclabili presenti in tutto il paese.

Come sono riusciti gli olandesi a costruire questa rete ciclabile di qualità? Alcuni, tra cui anche molto olandesi, credono che sia sempre esistita. Ciò è vero solo in parte.

Alcune piste ciclabili sono sempre esistite, ma erano completamente differenti rispetto a quelle odierne: strette, malamente asfaltate, pericolose, interrotte negli incroci e non connesse tra di loro. E le piste ciclabili non erano nemmeno realmente necessarie, le biciclette costituivano la stragrande maggioranza del traffico di veicoli.

Ma dopo la seconda guerra mondiale tutto cambiò: gli olandesi dovettero ricostruire il paese e divennero incredibilmente ricchi. Dal 1948 al 1962 i redditi medi aumentarono del 44%, e nel 1970 l’aumento toccò l’impressionante cifra del 222%. La gente poteva ormai permettersi beni di lusso e, soprattutto dal 1957 in poi, le auto in circolazione aumentarono moltissimo, in città in gran parte antiche, che non erano state pensate per le auto. Così molti edifici vennero demoliti per fare spazio alle automobili, anche alcune vecchie infrastrutture ciclabili vennero rimosse, le piazze vennero trasformate in parcheggi ed i nuovi insediamenti urbani vennero serviti da strade larghissime adatte al traffico a motore.

La distanza quotidiane media percorsa crebbe dai 3.9km del 1957 ai 23.2km del 1975. Ma questo “progresso” aveva un costo terribile: l’uso della bicicletta venne dimenticato, diminuendo al tasso del 6% annuo, e solo nel 1971 ci furono 3300 morti. Più di 400 vittime furono bambini minori di 14 anni.

La strage di bambini portò la gente nelle piazze a protestare.  Il movimento “Fermate l’assassinio di bambini” chiedeva strade più sicure per bambini, pedoni e ciclisti. La loro richiesta fu ascoltata. Soprattutto quando nel 1973 la prima crisi petrolifera bloccò il paese.

L’allora primo ministro olandese disse alla gente che quella crisi avrebbe cambiato la loro vita, che dovevano cambiare abitudini per essere meno dipendenti dall’energia, ma che questo era possibile senza ridurre la qualità della vita.

Le politiche di stimolo all’uso della bici si collocavano perfettamente in questo quadro. Le domeniche a piedi per risparmiare carburante ricordavano alle persone che aspetto avevano le città senza auto in circolazione.

In quel periodo vennero pedonalizzati permanentemente i primi centri storici e le proteste continuavano: la motorizzazione di massa uccideva le persone, le città e l’ambiente. Imponenti biciclettate pubbliche in tutte le città olandesi, e proteste più piccole a sostegno dell’uso della bicicletta, crearono una consapevolezza che alla fine cambiò il modo di pensare i trasporti.

A metà degli anni 70 si cominciarono a sperimentare percorsi ciclabili completi e sicuri, separati dal traffico delle automobili. Grazie a fondi del governo nazionale vennero creati da zero le prime piste ciclabili a Tilburg e Den Haag. Col senno di poi, ciò potrebbe essero viste come l’inizio delle moderne politiche ciclabili del paese. L’uso della bicicletta crebbe in modo spettacolare – a Den Haag del 30-60% e a Tilburg del 75%. “Costruitele, ed i ciclisti arriveranno” si rivelò una politica di successo in Olanda.

(Tratto da Informarexresistere.fr)

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