IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Santa bicicletta: sempre lei protagonista. da bambini e da grandi, da amatori e da campioni. Non serve farle un monumento. Nel cuore c’è già - Candido Cannavò

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l'equilibrio devi muoverti - Albert Einstein

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

Nessuna delle nostre piccole sofferenze quotidiane resiste a un buon colpo di pedale. Tristezza, attacchi di malinconia... Inforchiamo la bicicletta e fin dalle prime pedalate abbiamo l'impressione che un velo si squarci - Didier Tronchet

IntoTheBike Cicloturismo in Terra di Brindisi - Immagine Principale

La bicicletta è la trascrizione della energia in equilibrio, l'esaltazione dello slancio, l'immagine visibile del vento. Tendenzialmente vola; rade ma non tocca la terra - Cesare Angelini

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La bicicletta somiglia, più che ad ogni altra macchina, all'aeroplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umiltà le impedisce di volare - Mauro Parrini

Diario di un ciclista urbano - Numero 1

13 Agosto 2011 | Pubblicato da Christian Muraglia

Diario di un ciclista urbano - Numero 1

Il sottopasso è poco illuminato, riconosco a malapena le sagome delle automobili rischiarate dal bagliore della luna piena. Poco male, il tragitto sino al garage lo conosco a memoria. Gesti consueti mi portano alla saracinesca che sollevo senza pensare.

Cerco l’interruttore carezzando il muro con la mano. Una volta trovato, l’ambiente prende forma sotto gli occhi non ancora abituati alla luce artificiale.

Eccola lì la mia fedele bicicletta. Mi stupisco e non mi faccio una ragione di come si possa esser tanto felici per così poco. Con una mano galante sul manubrio ed una birichina sul sellino l’accompagno fuori dalla rimessa e l’adagio al muro, poi come in trance concludo le operazioni di chiusura del box.

Lentamente mi avvicino alla mia bella. Tutti e due sappiamo che le attenzioni ed i gesti misurati lasceranno presto il passo a brutali colpi di pedale, pedivelle mulinanti e catene tese allo spasimo.

Non faccio neanche in tempo ad inforcare il mezzo che mi trovo catapultato in strada.

 

Vivo a Brindisi, apatica cittadina salentina dalla storia gloriosa e da un presente sempre in bilico tra la tragedia ed un “ ’nde sciuta bbona”. Abito alla Minnuta, anonimo contenitore di anime posizionato tra il vivo centro storico e l’altolocato quartiere Casale.

Se sei di Brindisi ti ricordi dell’esistenza della Minnuta quando, percorrendo via provinciale per San Vito, sulla sinistra noti una fontana che sa di storia. Non è maestosa, non è ridondante di particolari, ma, è come se ti parlasse, come se ti sussurrasse: “Quanti cosi agghiu vistu iu…”. Se sei di Brindisi potrai conoscere la storia di Fontana Tancredi, potrai conoscerne i segreti forse, ma se non vai in bicicletta, un particolare ti sfuggirà sempre e comunque. Questa antichità è abbarbicata sulla salita più impervia della città, alla fine della corta ascesa c’è anche un piccolo tornante, in pratica un pezzettino di Mortirolo strappato alla Valtellina e riposizionato a qualche metro sul mare.

Google Maps parla di pendenze del 12%! Le automobili sono costrette a fermarsi e ad inserire la prima, i motorini sbuffano, le biciclette… Se sei un ciclista urbano normale, uno di quelli non ama sudare, o la eviti o scendi ed umilmente la affronti a piedi, ma se sei uno di noi… Beh, tenti la fuga!

 

Sono le 20:15 ed il gruppo mi aspetta in centro, a Piazza Vittoria.

Questa sera, come ogni mercoledì da un mese a questa parte, faremo una ciclopasseggiata all’insegna dello svago. Pochi chilometri per giungere in riva al mare, bere una birra in compagnia e godersi il refrigerio della costa, faugnu permettendo.

In breve tempo percorro via provinciale per San Vito diretto in centro. L’asfalto è segnato da cicatrici, come se tutti i brindisini viaggiassero su carri armati, il traffico a qualsiasi ora del giorno e della notte sembra quello di Roma. Il brindisino medio non brilla certo per galanteria nei confronti di noi ciclisti urbani, ma, la cosa davvero insopportabile è il puzzo della combustione fossile!

 

Arrivato all’appuntamento vedo tutti raggianti e pronti a sferragliare verso il mare. L’età media non è bassa, ma i cuori son fanciulli. Non c’è nessuno più giovane di noi in questi momenti.

In neanche mezz’ora copriamo l’esigua distanza che divide la zona urbana dalle prime spiagge.

In questa città non c’è una reale linea di confine tra asfalto e sabbia, l’uno sfuma nell’altra, clacson e stress come d’incanto lasciano tempo e spazio ai blandi ritmi dell’estate.

Forse incoscienti delle nostre fortune e lusingati dalla dolce brezza della santissima tramontana non ci rimane che assaporare la serata accolti da una delle infinite calette della Conca.

 

Brindisi sa darti molto se sai come prenderla… Noi la prendiamo in bicicletta.

 

 

 

Originariamente pubblicato sul numero 1 di ILoveBrindisi.

 

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